Sabato 12 e Domenica 13 Aprile 2014

La creazione del mandala è stata una prima bellissima esperienza, condivisa con profondità dai partecipanti. Lo schema mandalico tracciato è essenziale, semplice, dove l'unione di cerchio, quadrato e triangolo è utilizzato per racchiudere uno spazio sacro.

Questa pratica è paragonabile a un viaggio all'interno di noi stessi – con gli altri - con tutto ciò che ci circonda. L'esperienza è stata una crescente evoluzione; mentre piano piano le terre colorate davano forma al disegno, con gentilezza, concentrazione, ascolto e ricerca si sono susseguiti vari stati emozionali, di contemplazione e un senso di pieno e vuoto si è sviluppato dentro di noi.
Ogni Mandala è fatto con l'intento di creare un'opera che genererà una riflessione sulla compassione in chi la vedrà, contribuendo così a porre fine alla sofferenza per tutti gli esseri.

La cornice esterna è creata da tutti i colori, al suo interno c'è il primo cerchio di color nero che rappresenta l'espressione del Karma azione causa-effetto dove possiamo lasciare andare alcune nostre attitudini mentali. Il cerchio successivo, giallo, è raffigurato il Mantra, la vibrazione energetica che ci sorregge nel percorso e ci porta verso il cerchio del fuoco di colore rosso che ci purifica e ci ricarica di nuova forza. L'ultimo cerchio che troviamo è quello bianco che rappresenta lo spirito, la nostra parte più interiore, intima e da qui attraverso le ruote possiamo entrare nel sogno liberi di rappresentare ciò che pensiamo e sentiamo tramite colori e forme.

Nella parte centrale attraverso le quattro porte del primo quadrato entriamo in una profondità diversa percepita visivamente dai quattro spicchi triangolari di colore nero rosso arancio e bianco, la solita figura viene ricreata ancora più all'interno così da dare una profondità opposta all'altra. Queste due piramidi dalla base quadrata sono come due elementi distinti, due forze diverse che ci portano al centro del Mandala; un tao rosso e bianco che rappresenta i nostri aspetti, Femminile e Maschile in Unione, dando così un senso di completezza al nostro viaggio. La divinità di Kalachakra (yab-yum) simboleggia l'unione del principio maschile del metodo o compassione con quello femminile della coscienza del vuoto di ogni cosa o saggezza.

La parte finale, come da tradizione tibetana, vede i partecipanti cancellare il Mandala di sabbia, per ricordarci l'impermanenza di tutte le cose.

Per tutti coloro che vi partecipano, senza badare al livello di partecipazione, esso rappresenta una preghiera universale per lo sviluppo dell'etica di pace e d’armonia in noi stessi e nell’umanità.