Venerdì 17 Maggio (ore 21:00 - 23:00) Cerimonia di attivazione del mandala
Sabato 18 e Domenica 19 Maggio (ore 10:00/13:00 - 15:00/19:00) Costruzione del Mandala

- Incontro aperto a tutti -
Tutti sono coinvolti nel processo di creazione del Mandala, chi colora, chi assiste alla cerimonia, chi semplicemente osserva.

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Il mandala è una forma d'arte, un rituale, un cerchio sacro conosciuto fin da tempi lontani in ogni luogo, uno strumento per affinare la concentrazione, l'ascolto, la creatività... una porta che ci guida nella meditazione.

Il mandala, dopo una cerimonia di attivazione con offerte, mantra e momenti di contemplazione viene colorato con sabbie di diversi colori attraverso i chakpur, cannucce a forma conica. La sabbia colorata scende grazie alla ripetizione del movimento della mano, che fa vibrare lo strumento generando la fuoriuscita della sabbia negli appositi spazi precedentemente disegnati, granello dopo granello i vari colori compongono l’immagine finale.

La meditazione mandalica e la visualizzazione delle deità, secondo il metodo tantrico, incoraggia un processo di trasformazione interiore teso a risvegliare forze e qualità nell'essere umano e sollecitare quindi una crescita spirituale.


Meditando sul mandala,
si percorre un viaggio di riscoperta e consapevolezza
per penetrare nella vibrazione del tempo cosmico e approdare
alle Terre pure.


Manjushri è la manifestazione della saggezza di tutti i Buddha.

Manjushri fa parte della trinità dei Bodhisattva, insiema a Avalokiteshvara e Vajrapani...tre energie, tre forze vitali, tre porte per accedere all'essenza di corpo, parola e mente.

Manjushri viene rappresentato seduto su un leone nell'atto di stringere nella mano destra una spada di fuoco a simboleggiare la volontà e capacità di tagliare il velo dell'ignoranza causa della sofferenza. Nella mano sinistra tiene lo stelo di un loto blu (Uptala), sormontato dal sutra della Perfezione della Saggezza Prajñāpāramitā (che rappresenta gli insegnamenti e la comprensione). Poichè la nostra realtà dipende dai nostri concetti, liberarsi dalla sofferenza è impossibile senza la comprensione della vera natura dell'esistenza, la vacuità. Nulla esiste di per sè. Non esiste alcuna cellula, alcun atomo che non sia interdipendente, interconnessa con tutto. Quindi meditando sulla mente risvegliata si comprende che la vacuità è l’assenza di una natura propria, ogni fenomeno è vuoto di un’identità propria, unica. Lo sviluppo della saggezza è la comprensione profonda che ci conduce all'altra riva, alla piena liberazione.

Manjushri è la manifestazione della saggezza illuminata dei Buddha, il suo nome significa in sanscrito «dolce bellezza» o «dolce maestà», un altro appellativo Mañjughosha, vuol dire «colui dalla dolce voce». La dolce voce, la buona parola è l'azione gentile, rischiara la mente dai pensieri disturbanti, un suono melodioso che allenta le tensioni e conduce alla comprensione della vera essenza. La meditazione di Manjushri attraverso la vibrazione del mantra Om ah ra pa tsa na dhih, purifica la nostra parola, espande lo spazio della creatività, come una danza ci accompagna in un viaggio di consapevolezza per generare un risveglio della saggezza, chiara e profonda.

Bodhisattva
colui che ha un'aspirazione eroica al risveglio, è un essere che si è liberato dalla sofferenza e che ha preso la promessa del bodhisattva di rinunciare all’illuminazione finale per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Sunyata
la vacuità insegna che non c'è alcun fenomeno separato dall'altro, le cose e gli eventi sono privi di esistenza o identità intrinseche. Intendiamo qui per fenomeni sia la realtà sensibile sia diversi aspetti dell'io umano. Nulla esiste di per sé. Ogni cosa ogni evento ogni essere è interdipente l'uno dall'altro. Comprendendo la vacuità si osserva i fenomeni non più solo in relazione a noi stessi, ma anche in relazione ad altri fenomeni circostanti.

Prajnaparamita
Sutra della Perfezione della Saggezza, sono degli scritti antichi, degli insegnamenti dispensati dal Buddha Shakyamuni stesso ad alcuni discepoli sul Picco dell'Avvoltoio. Il sutra del cuore si ritrova anche nel famoso film di Bertolucci, Il piccolo Buddha.

La meditazione nella creazione del mandala di Manjushri ci guida nell'osservazione di sé stessi, aiuta a "tagliare" la radice dell'ignoranza, trasformare gli aspetti negativi, le emozioni disturbanti, le paure... Ritrovando in noi la strada verso la comprensione della Saggezza Universale.